dunkelmadison
In fondo in fondo, vecchio Dunkel, sei ancora il personaggio che amo di più. Certo non sei più quello di un tempo, e la voglia di raccontare certe tue fantasie è scomparsa, risucchiata dal vortice del tempo e dal disprezzo verso la dilagante moda di improvvisati fetish-bloggers che imperversano in ogni dove dentro la rete. Eppure ti sono legato, mio caro personaggio, e non riesco ad abbandonarti completamente. A volte ritorno qui e ti ritrovo, solitario, fosco e vago come sei sempre stato. Talvolta ebbro delle tue mailiziose arti e talaltra nascosto nell'incavo delle tue pazienti attese. Mi avvicino a te, mi spingo a te, e ti cerco per afferrare ancora la memoria di quei viaggi, di quegli odori, di quei paesaggi. E ti ritrovo sempre, mio vecchio amico, ti ritrovo lì dove io finisco e tu cominci; dove la realtà della mia esistenza si dissolve nel niente dei tuoi sogni più lievi.

Seduto al tavolo al bar. In Austria.
Di fronte a me due occhi più blu dei miei, i capelli neri.
Giochi di sguardi.
La camicetta bianca, i jeans, e ai piedi sandali dal tacco alto.
Quando fa per andarsene mi guarda diritto e si piega in avanti a sistemarsi il fondo dei jeans.
La camicetta è aperta e lascia vedere la giuntura centrale del reggiseno.
Un inchino.
Un saluto senza parole.
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